Rebranding: trasforma l’immagine del brand per rilanciarti

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Ci sono passate tutte le grandi aziende, potrebbe servire anche alla tua: fare rebranding è un ottimo modo per rilanciarti e approcciare nuove sfide

Conosci un’azienda che ha cambiato stile senza un apparente motivo? O un’azienda che, invece, si è affidata alla stessa brand image per troppo tempo? Un vizio delle imprese è quello di “rinfrescare” la propria immagine solamente perché non l’hanno cambiata per diversi anni o, al contrario, di non fare mai  alcun cambiamento.

Il fatto è che riconoscere quando serve un rebrand non è affatto facile, ma esistono almeno tre motivi principali per cui si dovrebbe imboccare questa via.

Eccoli.

Perché fare rebranding:  tre motivi principali

1 – Il brand è “stagionato” e noioso

Se il tuo brand non coinvolge le persone significa che non si sta lavorando abbastanza per comunicarlo: al di là del tipo di attività che svolgi, il tuo obiettivo deve essere quello di comunicare in maniera unica la tua brand personality

Fare branding può cambiare il modo in cui le persone percepiscono il tuo marchio e l’offerta dei tuoi prodotti, ma non è un’operazione da prendere sottogamba. Parlare con i clienti è il modo migliore per capire cosa riesci a comunicare e cosa no, per questo quando i feedback indicano che il tuo marchio appare “piatto”, noioso o addirittura “vecchio”, è il momento di pensare ad un rebranding.

2 – L’azienda è evoluta o è cambiata

L’immagine di un’azienda, col passare degli anni, può non coincidere più con l’essenza stessa del business. Le imprese crescono, cambiano e si sviluppano creando nuovi prodotti o gettandosi in nuovi mercati che richiedono un restyling totale o un rebranding parziale

In certi casi, i cambiamenti potrebbero avere origine “esterna”, come nel caso di business legati a prodotti o servizi obsoleti o superati, o “interna”, come una nuova filosofia aziendale o un riposizionamento sul mercato. Per un motivo o per l’altro, se ciò che ti rappresenta (a partire dal logo o dal nome) non riflette più ciò che offri è bene fare rebranding: ricordi il restyling di Google?

3 – L’impresa ha dei problemi d’immagine 

Spesso le imprese hanno un bisogno estremo di fare rebranding, in particolare quando si trovano nel mezzo di una “crisi d’identità”. Ciò è conseguenza diretta di una strategia di comunicazione mal impostata che non riesce ad esprimere bene cos’è e cosa fa l’azienda.

Alcuni brand sono costretti a “scendere dal piedistallo” in seguito a scandali, controversie di varia origine, errori grossolani da cui devono prendere le distanze. O ancora: il rebranding è fondamentale dopo un tot di anni perché la cultura cambia e spesso ciò che era accettabile ieri non lo è più oggi. Moltissimi sono i casi di brand accusati di razzismo, sessismo o di promuovere e veicolare messaggi offensivi verso una certa minoranza.

Chiaramente questi sono solo alcuni dei tanti motivi per cui un’azienda di qualsiasi dimensione dovrebbe pensare a rifarsi il look. Procedere in questa direzione, se da un lato porta molti vantaggi, dall’altro espone a rischi: come qualsiasi strategia di marketing fare un passo del genere richiede conoscenze specifiche e affidarsi a degli esperti è sempre la scelta migliore. 

Sapevi che è possibile intervenire con attività di rebranding di diverso tipo?

Tipologie di rebranding: totale o parziale

Rebranding Totale

Fare un rebranding totale del proprio brand significa ripensare totalmente anche la propria strategia di marketing. Per cominciare, quindi, sarà fondamentale individuare ciò che la tua azienda dovrà rappresentare da quel momento in avanti, la brand proposition, la mission e, come sempre, i valori e il target che vuoi raggiungere. Solo a questo punto si potrà ragionare su una nuova brand identity che “traduca” la teoria in pratica (continua a leggere, più avanti ti spiego come farlo).

Rebranding Parziale

Non sempre, però, serve un “extreme makeover”, giusto? In certi casi basta aggiornare il proprio look in base ai cambiamenti del tuo business. 

Un rebranding parziale (Brand Refresh) rivoluzionerà solamente determinati elementi distintivi dell’immagine aziendale. Nello specifico, potrebbe coinvolgere:

  • il nome del Brand
  • rebranding del logo/logotipo
  • un nuovo logo/logotipo
  • nuovi colori o uno stile più moderno

A cascata, questi cambiamenti interesseranno anche gli strumenti online e offline con cui le persone entrano in contatto con la tua azienda: in primis, ovviamente, il tuo sito web e tutte le piattaforme digitali che sfrutti, senza dimenticare i mezzi di marketing più “classici” (cartellonistica, sales letter e volantini).

Come fare un rebranding di successo (minimizzando i rischi)

Quando pensi di aver capito che rinfrescare l’immagine della tua azienda (o puntare su un rebranding rivoluzionario) sia la cosa giusta da fare, fermati un attimo. A meno che tu non sia supportato da un team di professionisti che abbia già svolto per te determinati passaggi di analisi, concentrati su questi punti per minimizzare il rischio di insuccesso.

1 – Capisci da dove vieni 

Avere un quadro chiaro dei punti di forza e di debolezza dell’immagine del brand è di vitale importanza, ma per farlo è importante anche interpellare collaboratori, stakeholders e clienti sullo stato della tua attività

Qualche domanda utile per avere un quadro chiaro della situazione pre-rebranding:

  • come descriveresti l’azienda ad un amico?
  • quali aggettivi ti vengono in mente se pensi al nostro brand?
  • l’immagine dell’azienda riflette l’esperienza che hai avuto con noi?

I feedback saranno fondamentali: raccogli anche quelli negativi o che non sono in linea con la tua idea e parti da lì per implementare.

2 – Quali obiettivi vuoi raggiungere?

Ora che sai come appare il tuo brand agli occhi dei clienti inizia a ragionare su come vorresti che apparisse (raramente le due cose coincidono!):

  • cosa ti differenzia dai competitor?
  • come comunicare la mission dell’azienda?
  • come rappresentarne i valori?
  • se il tuo brand fosse una persona, che personalità avrebbe?

Se non riesci a rispondere a questi interrogativi, mi spiace dirlo, il problema probabilmente non si riduce all’immagine del brand, ma coinvolge tutta la tua strategia di marketing e il tuo metodo di lavoro (in tal caso, qui puoi scoprire come superare questo ostacolo).

3 – Metti nero su bianco ciò che hai imparato sull’immagine del tuo brand

Dovresti sempre mettere nero su bianco tutte le informazioni che hai raccolto in fase di analisi, sia che tu stia lavorando con un’agenzia che in maniera autonoma. I punti cardine da tenere sempre a mente sono:

  • una panoramica sugli attuali problemi d’immagine
  • il posizionamento a cui aspiri
  • le tue strategie di rebranding
  • l’obiettivo che vuoi raggiungere con il nuovo “look” 
  • le attività che richiederà la trasformazione dell’immagine
  • la profilazione del tuo target

I tre punti precedenti non possono essere presi alla leggera, perché sono le fondamenta per un rebranding che riesca a cambiare le cose per un’azienda. Per questo motivo, molte imprese scelgono di rivolgersi ad un’agenzia professionale, sia per una “rinfrescata” che per avere un’immagine completamente nuova. 

Ecco qualche consiglio su come procedere in questa eventualità.

Rivolgersi ad un’agenzia per fare rebranding

Trovare la giusta agenzia con cui collaborare non è facile: là fuori è pieno di autoproclamati “professionisti” del settore. Di seguito, qualche punto per individuare sin da subito il partner migliore e tenerti a distanza di sicurezza dai guru:

  • Una buona idea, per cominciare, è quella di contattare più agenzie e richiedere un preventivo, così da poter confrontare tutte le specifiche e scegliere la migliore proposta a seconda delle tue esigenze
  • Inoltre, ricorda che richiedere un portfolio dei lavori realizzati precedentemente o di qualche caso studio è un ottimo modo per capire se il tuo interlocutore sia un ciarlatano o meno
  • Lavorare con un’agenzia deve prevedere totale collaborazione: dovrai essere coinvolto in ogni fase del processo di creazione e sviluppo della tua nuova brand image

Senza dubbio, il primo vantaggio di collaborare con un’agenzia di professionisti di branding e marketing è sicuramente quello di limitare gli errori (tecnici e strategici) e poter sfruttare in toto l’expertise dei graphic designers

Un rebranding di successo passa da… un toolkit

In linea generale, il “prodotto finale” su cui si fonderà il rilancio dell’immagine della tua azienda sarà il Brand Toolkit, frutto del lavoro degli esperti a cui ti sarai rivolto. Questo kit sarà il tuo punto di riferimento per la creazione di qualsiasi elemento grafico delle tue future strategie.

Un Toolkit completo potrebbe contenere:

  • Una panoramica sull’intera brand identity che descriva la strategia adottata
  • Il Logo e le sue variazioni (colori, stili ecc)
  • Il Logotipo e le sue variazioni
  • La palette di colori 
  • Linee guida per i layout 
  • Immagini e illustrazioni attinenti al brand
  • I principi di art direction seguiti
  • Esempi di utilizzo dei vari elementi (logo sui profili social, su abbigliamento, su mezzi di trasporto ecc.)

Un toolkit ben assortito e completo garantirà all’azienda e al suo team una solida base per lavorare in ogni tipo di contesto (online e offline), facendoti risparmiare tempo, stress e soprattutto denaro

Ora sai cosa serve per fare un rebranding di successo: la via più “ostica” di lavorare in autonomia può avere senso se possiedi già conoscenze tecniche e teoriche in tema brand image ed è relativamente economica. Al contrario, affidarti a degli esperti è la via più semplice: dovrai spendere, è vero, ma avrai un risultato di maggiore qualità in tempi ridotti!

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