User Experience nel B2B: 5 motivi per cui è davvero importante

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È cosa abbastanza comune sentire le persone lamentarsi della cattiva usabilità dei software con cui si ritrovano a lavorare, e in effetti esistono numerosi studi che danno loro ragione: la User Experience (esperienza utente) dei software aziendali e dell’interfaccia utente è notevolmente peggiore rispetto a quella dei siti web o applicazioni pensati per il B2C.

Certo un datore di lavoro può pensare che i suoi dipendenti, o le aziende coinvolte nel suo mercato B2C, utilizzano i software per lavoro, non per divertimento, e non c’è quindi nessuna necessità di coinvolgerli in un’esperienza che possa anche essere intuitiva e semplice, e qualche volta addirittura piacevole. Inoltre è molto difficile che gli utenti o i tecnici che si trovano ad avere a che fare con i software aziendali siano gli acquirenti dei vostri prodotti.

Ma siete proprio sicuri che questo basti a giustificare software aziendali complessi e spesso mal progettati? E se vi dicessimo che c’è un collegamento tra il miglioramento della User Experience interna e l’aumento del fatturato della vostra azienda?

Eccovi cinque motivi per cui è davvero importante migliorare la User Experience nel proprio B2B.

1. Produttività
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Avvalersi di strumenti aziendali con una buona User Experience significa supportare il lavoro dell’utente.
Prova a pensare a cosa questo significa: nel caso ad esempio di un sistema che controlla i macchinari, l’utente potrà riservare la sua attenzione alle funzioni base del proprio lavoro, senza doversi sforzare e concentrare per capire come funziona il software che si trova davanti.
Così come nei sistemi di supporto, come ad esempio la gestione delle fatturazioni: una User Experience semplice ed intuitiva permette di velocizzare il lavoro, aumentando quindi la produttività.

2. Sicurezza di persone e prodotti
Se il software con cui l’utente si trova ad interagire quotidianamente è ben progettato, questo permette che il suo margine di errore venga notevolmente ridotto; inoltre è da tenere in considerazione anche il fatto che se l’errore viene commesso, i software possono rendere semplice e veloce la riparazione di questo errore.
Questo è particolarmente importante quando si tratta di macchinari che operano fisicamente nello spazio, come ad esempio i sistemi di automazione, quando anche un minimo errore compiuto a causa della cattiva progettazione dei software può causare danni economici enormi.

3. Sicurezza dei dati
Avete mai pensato al fatto che gli utenti B2B nel loro tempo libero sono utenti B2C? Questo significa che queste persone sono abituate alle User Experience dei siti web in cui normalmente navigano, degli e-commerce in cui acquistano e dei social network con i quali interagiscono quotidianamente. E non è solo un fatto estetico: questi strumenti ai quali sono abituati sono anche più semplici ed intuitivi. Cosa vuol dire questo?
Vuol dire che un utente B2B se riscontra difficoltà ad interagire con l’interfaccia del software, allora potrebbe decidere di studiare dei metodi alternativi per svolgere il proprio lavoro. Questo tipo di comportamento può portare alla perdita di dati aziendali critici o alla compromissione della sicurezza delle informazioni.

4. Gli utenti
Si sa da tempo che la motivazione dei dipendenti è strettamente correlata alla produttività. Se lo strumento è piacevole da usare, l’utente sarà più motivato ad interagire con esso.
Ma c’è anche un altro fatto da considerare: com’è cambiato il mercato del lavoro. Non è più una pratica consueta quella di fare lo stesso lavoro nella stessa azienda per tutta la vita, c’è quindi un maggior ricambio di personale e le aziende usano manodopera temporanea di più rispetto al passato, al fine di bilanciare i loro costi. C’è anche da considerare che l’età pensionabile si è alzata, e che quindi c’è una maggior presenza di lavoratori over 60. Tutte queste cose comportano dei cambiamenti sulla User experience dei software nel B2B, che devono essere sempre di più semplici ed intuitivi.

5. Immagine aziendale e vantaggio competitivo
Non è semplice competere sul proprio mercato di pertinenza: spesso le caratteristiche e le tecnologie avanzate possono essere copiate abbastanza rapidamente, e anche brevettandole non sempre ci si tutela per la loro salvaguardia.
Ma avete mai pensato che il metodo con cui lavorano gli utenti è difficile da copiare e può rappresentare un grosso vantaggio con i propri competitors? Soprattutto se si monitora l’interfaccia e la sua usabilità, costruendo così un prezioso database al quale attingere per capire qual è la giusta strada nel proprio lavoro.

Tutti noi sappiamo quanto sia frustrante faticare ad interfacciarsi con ciò che per sua stessa natura dovrebbe essere nato per semplificarci la vita: questo rappresenta il paradosso della tecnologia. Progettare qualcosa, nel mondo dei software (ma questa è una regola che vale in assoluto) significa tenere conto di come l’utente andrà ad interagire: se il design è efficace, anche la comunicazione tra uomo e sistema lo sarà. Qual è quindi la regola? La regola è sviluppare attorno all’utente, di modo che ci si possa interfaccia ai sistemi con estrema naturalezza.

Vi lasciamo con una frase di Donald Norman che per noi è un must aziendale: “Quando una cosa esige istruzioni, vuol dire che il design è sbagliato“.

Fondamentali per la redazione di questo articolo sono stati il blog di Measuring , Futurice,  La caffettiera del masochismo di D. Norman e l’illuminante Andreessen Horowitz.

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