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I 3 motivi per cui mangiare al ristorante non sarà più come prima

19

luglio

I 3 motivi per cui mangiare al ristorante non sarà più come prima

E se vi dicessimo che mangiare al ristorante può diventare un’esperienza di gioco? Se aggiungessimo che ordinare una pizza potrebbe essere come fare una chiacchierata con un vecchio amico? Vogliamo esagerare: se affermassimo che il cameriere del futuro si chiama Tony, ed è veneto?
Ecco a voi i tre motivi per cui il mondo della ristorazione, d’ora in avanti, non sarà più lo stesso.

Ordinare il proprio pasto con una chiacchierata: l’esperimento di Pizza Hut

 

chat pizza Hut

Avete capito bene: grazie a Pizza Hut cambia il modo di ordinare la pizza a casa. La nota catena americana, infatti, sta costruendo una piattaforma di ordini sui social, coinvolgendo Facebook e Twitter; in particolare, il chatbot di Pizza Hut permetterà agli utenti di ordinare la loro pizza preferita per mezzo di una semplice conversazione testuale su Facebook Messenger e sulla messaggistica di Twitter. 

Ma le novità non si fermano qui: il chatbot sarà anche in grado di rispondere alle domande sull’esistenza di promozioni e offerte speciali in corso, e anche di dare informazioni su valori nutrizionali, orari di apertura e aree di copertura del servizio di consegna, il tutto senza costi aggiuntivi.

Questo nuovo modo di ordinare la pizza a casa partirà ad agosto negli Stati Uniti, e aiuterà gli utenti a effettuare gli ordini rapidamente e a ricevere informazioni sul brand in modo diverso dal passato. Da non sottovalutare il fatto che i chatbot sono perfettamente integrati nella piattaforme esistente di e-commerce di Pizza Hut: questo consente di memorizzare gli ordini più apprezzati e di tenere in memoria i ristoranti di riferimento. Mica male, no? E brava Pizza Hut! 

Pokemon-Go, e catturi clienti

pokemon go ristoranti

I ristoranti entrano a fare parte del gioco Pokemon-Go

Grazie al GPS sui nostri smartphone, Pokémon Go sta trasformando la realtà di tutti i giorni in un autentico parco giochi…e i locali pubblici non sono certo esclusi dal gioco! Bar e ristoranti, infatti, si ritrovano ad avere dei curiosi intrusi che creano strani via vai di persone al loro interno: grazie ai Pokemon, i locali si trasformano in veri e propri luoghi di “caccia” e diventano teatro di strani e inusuali raduni di persone.

Stando così le cose, l’invasione Pokemon, se correttamente sfruttata, potrebbe aiutare, più che danneggiare, gli esercizi commerciali; alcuni ristoranti hanno usato quest’esca per proporre anche sconti a chi entrerà per giocare e consumare. Come ci raccontano i The Food Makers, A Chicago, nella ramen house Yusho, è stato indetto un Pokémon Party con tanto di menu speciale. Altri invece richiedono una consumazione obbligatoria per entrare e catturare i Pokémon.

Vale la pena di provare a cavalcare l’onda, voi che dite?

Tony, more than a waiter

Potevamo forse non approfittarne per aggiornarvi su Tony?  Per chi si fosse dimenticato di che cosa si tratta, Tony è la soluzione digitale che punta a migliorare in modo significativo la vita di ristoratori e clienti, cambiando il modo di intendere il food.
È una app semplice, intuitiva e multilingua sviluppata dalla startup padovana Mostaza, con il supporto grafico di Larin.

Tony è un cameriere virtuale grazie al quale è possibile scegliere tra i locali convenzionati, consultando i menù in tutta tranquillità dal proprio smartphone o tablet, personalizzando le comande in base a esigenze o intolleranze alimentari (un tema che ha acquisito un’importanza sempre maggiore negli ultimi tempi).

Ah, non lo sapevate? Il nostro Tony sta iniziando a fare il giro dei locali d’Italia… L’avete già provato?

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