Sei pronto all’Industria 4.0?

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È evidente: stiamo vivendo la Quarta Rivoluzione Industriale. Il mondo dell’industria manifatturiera è alle soglie di un cambiamento profondo, che prevede l’integrazione sempre più stretta delle tecnologie digitali nei processi industriali manifatturieri, cambiando il volto dei prodotti e dei processi. L’Europa scommette su questa rivoluzione e lo fa con un investimento di 50 miliardi di euro. Ma che cos’è l’Industria 4.0? In che direzione deve andare l’industria italiana?

Larin intraprende un viaggio attraverso l’Industria 4.0, per raccontarvi cosa significa e per assicurarsi che restiate sempre aggiornati e non perdiate preziose occasioni. Per iniziare questo viaggio, abbiamo intervistato il Dottor Gianni Potti, Presidente CNCT (Comitato Nazionale Coordinamento Territoriale) Confindustria Servizi Innovativi e tecnologici, oltre che noto imprenditore di successo della comunicazione e del digitale. Ecco cosa ci racconta!

Iniziamo l’intervista con una premessa necessaria: è in corso quella che viene definita la Quarta Rivoluzione Industriale, quella che dopo le macchine a vapore, l’elettricità e l’informatica, dovrebbe portare le tecnologie digitali nelle fabbriche italiane. Come la definirebbe lei?

La Quarta Rivoluzione Industriale è un cambio di passo, un paradigma che riguarda il mondo manifatturiero, quindi soprattutto Italia e Germania. C’è una profonda necessità di modificare il processo produttivo tramite la reingegnerizzazione dei processi produttivi, con il digitale, con un solido piano formativo per implementare le skills e con una riorganizzazione profonda.
La Germania è già 4-5 anni più avanti rispetto all’industria italiana: qui, non a caso, è stato usato per la prima volta il termine Industria 4.0, alla Fiera di Hannover nel 2011. È più avanti sia nella cultura imprenditoriale, che nel piano per la digitalizzazione.
La partita in gioco è alta, ed è necessario svecchiare l’industria italiana.

In un suo recente articolo lei ha scritto che Fabbrica 4.0 significa affrontare la Quarta Rivoluzione Industriale. Che cosa significa questo? E in che direzione dovrebbe andare l’industria italiana?
L’industria italiana ha fondamentalmente macchinari vecchi, anche a causa degli anni di crisi che hanno sicuramente rallentato il ricambio. Ci sono aziende italiane che si stanno globalizzando, ma che per farlo hanno bisogno di ripensare i processi produttivi.
Un imprenditore dovrebbe svegliarsi la mattina, sedersi al bordo del letto e chiedersi: come rifarei la mia azienda rispetto a 30 anni fa? Come ripartirei?

Le PMI quando sentono parlare di digitalizzazione e di Industria 4.0 si spaventano, pensano che sia tutto da robotizzare. Cosa risponderebbe a chi la pensa così?

È da decenni che si sente dire che sarebbero arrivate le ICT e i robot eliminando di fatto la manodopera. Ecco, invece io voglio dire che uno dei pilastri dell’industria 4.0 è la flessibilità, che non significa soltanto cambiare online i processi in linea con il cloud, l’e-commerce e gli smart robot. La flessibilità deve avere per forza al centro l’uomo, ma un uomo diverso, più preparato. Questo processo crea posti di lavoro: vedi ad esempio la Mercedes, in Germania, che ha rimesso l’uomo sulle catene di montaggio, rinunciando in parte ai robot: questo è il futuro.

Ma come dicevo prima, serve un uomo diverso: è necessario un sistema formativo che aumenti le skills, così come è necessaria l’introduzione di un sistema duale “alla tedesca”: studio e lavoro.

Come dovrebbe muoversi una PMI?
Come dicevo all’inizio, bisogna saper reingegnerizzare i processi, con le ICT, ma anche con il cloud, con le stampanti 3D e con la formazione.
Vede, noi Associazioni (Confindustria) abbiamo il dovere di rassicurare e informare le PMI, così come è necessario creare un solido Progetto Paese. L’Industria 4.0 è una sfida europea per la quale sono stati spesi 50 miliardi di euro: è il momento di ripensare e reingegnerizzare i processi produttivi delle nostre imprese. E per fare questo serve una nuova cultura d’impresa, in un Paese in cui larga parte delle PMI ha un sistema produttivo vecchio e non competitivo.
Ma la prima cosa da fare è questa: ci deve essere convinzione da parte dell’imprenditore, deve avere il coraggio di ripensare la sua azienda, di svecchiarla. Non basta che siano convinti gli addetti al marketing o il capo ICT. Deve partire tutto dalla mentalità dell’imprenditore.

La sfida è cominciata: la rivoluzione in atto non può essere ignorata ed è necessario attrezzarsi per fare fronte ed essere preparati. D’altro canto siamo o non siamo il secondo Paese manifatturiero d’Europa?

E tu? Sei pronto all’Industria 4.0? Siamo qui per suggerirti soluzioni e per sviluppare tecnologie che fanno per la tua azienda.

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