ottimizzare i contenuti

3 tips per ottimizzare i contenuti che dovresti utilizzare

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Hai scritto un testo per il tuo blog o per il tuo sito, ma vedi che l’interesse è scarso o addirittura nullo? Potresti essere in buona compagnia. Rimediare è possibile, ecco come ottimizzare i contenuti!

In genere, nei nostri progetti, distinguiamo 2 macro categorie: 

  • Chi scrive contenuti focalizzandosi sul cliente finale, senza preoccuparsi però di ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca;
  • Chi si è ossessionato dai motori di ricerca (“voglio essere primo su Google”, ti dice niente?) e si concentra più sugli aspetti tecnici che di contenuto.

Il vero grande “segreto” è che non dovrebbe esserci un distinzione tra questi approcci, anzi.

Puoi rivolgerti alle persone, utilizzando un linguaggio comune,  senza perdere di efficacia sui motori di ricerca. Come? Attuando questa strategia di ottimizzazione.

1. Analizza il comportamento di ricerca sul sito 

Tradizionalmente, la ricerca di parole chiave prevede l’utilizzo di strumenti di terze parti che generano suggerimenti sulle keyword in base ad un termine principale.  

Sebbene questo metodo sia molto utile, non è l’unica fonte di dati che devi per due motivi: 

  1. I tuoi competitor hanno accesso agli stessi dati che visualizzi su questi strumenti.
  2. I dati di ricerca sono limitati. Google infatti, per garantire che tali dati rimangano “nascosti” al pubblico, ha limitato l’accesso alle piattaforme di terze parti.  SEMrush e Ahrefs, ad esempio, pur essendo strumenti estremamente utili, accedono solo a una panoramica limitata delle informazioni che detiene Google.
  3. Questo tipo di analisi sulle parole chiave tradizionali non è così incentrata sull’utente, poiché non siamo a conoscenza del comportamento dell’utente e di ciò che l’ha spinto a cercare tale parola. 

È proprio il comportamento il più grande alleato nella definizione della tua strategia di contenuti.

Tracciare quante volte visita una sezione del sito, quante volte ricerca un determinato contenuto e, più in generale, studiare il suo percorso di navigazione può fare una grande differenza.

Un esempio: abbiamo riscontrato che almeno il 30% delle persone che atterrano su un sito effettuerà una ulteriore ricerca interna per individuare ciò che interessa. Questa fetta di pubblico è essenziale: il loro comportamento indica un reale interesse e quindi, una maggiore motivazione all’azione.

Perché è utile per la tua strategia di contenuti?

Sicuramente l’hai già capito: analizzando cosa cercano le persone quando atterrano sul tuo sito, capisci cosa interessa maggiormente, quali sono i problemi principali che si trovano ad affrontare…  informazioni straordinarie!

Lo stai già facendo? Se la risposta è no, inizia subito! Monitora tutte queste attività impostando correttamente i parametri del tuo sito e di Google Analytics.

Risultato? Potrai accedere, in tempo reale, a dati molto precisi e riferiti al tuo pubblico, per capire cosa sta veramente cercando.

2. Ottimizzare i contenuti sulla base dei dati

Una volta che hai raccolto i dati, in modo ordinato… ottimizza! 

Prima di tutto ottimizzali dal punto di vista contenutistico. Adesso, avendo mappato la journey all’interno del tuo sito, puoi adeguare la tua strategia in base ai comportamenti degli utenti e al loro grado di coinvolgimento e agli argomenti di maggiore interesse.

In seconda battuta, l’ottimizzazione “tecnica” e qui entra in gioco la SEO, ovvero quell’insieme di strategie utili a migliorare la posizione del tuo sito all’interno dei motori di ricerca. 

Spesso la parola SEO può spaventare, ma non abbatterti. Guarda i nostri 8 suggerimenti per creare contenuti ottimizzati… senza paura!

3. Non dimenticare gli utenti “di ritorno”

Una fetta di pubblico che a volte viene dimenticata nell’analisi è quella relativa alle persone che ritornano a visitare il tuo sito. 

La prima visita da parte di un utente potrebbe essere solo per curiosità oppure, nella peggiore delle ipotesi, l’utente potrebbe essere sul tuo sito per sbaglio.

Se l’utente ritorna, invece, vuol dire che sta cercando qualcosa di preciso. 

Sapere perché è tornato e come ha continuato a interagire consentirà di avere più spunti su ciò che preoccupa il tuo utente e per i quali sta cercando una soluzione attraverso il tuo sito. O cosa lo ha colpito di più dopo la prima visita.  

Ad aiutarti in questo, come sempre, c’è Google Analytics che, oltre a capire che cosa gli ha spinti a tornare, ti aiuta a vedere quali sono le pagine che devono essere aggiornate o in cui va implementato, ad esempio, un form o una call to action. 

In conclusione, la base per una strategia di contenuti efficace per il web parte dalle esigenze del pubblico, ma quelle vere, non quelli che tu pensi siano importanti.

Per saperlo ha una sola strada: monitorare il loro comportamento e, solo dopo averlo studiato, cominciare ad ottimizzare i contenuti.

Prova… e vedrai fioccare le conversioni.

PS

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